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FASHION DMG MODA

#abafrosinone WHITE NOISE

WHITE NOISE I must be dreaming_AltarRoma 2017

Gli studenti del Biennio Specialistico del corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone presentano WHITE NOISE I must be dreaming, il progetto multimediale che conclude il percorso didattico.

ALTAROMA LUGLI O 2017

Inserito nel calendario di ALTAROMA 2017, il progetto si articola sui concept di Ilaria Celani, Francesca Coculo, Valentina Di Manno, Nìcole Decembrino, Mahanaz Ebrahimi, Roberta Evangelisti, Vania Isabelli, Xi Jing, Lu Xue, Anna Reali, Lu Xue.

Il rumore bianco è un particolare tipo di rumore caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze. È chiamato bianco poiché apparirebbe all’occhio umano come luce bianca. Nella pratica però il rumore bianco non esiste, si tratta di un’idealizzazione teorica: nessun sistema è in grado di generarlo.

White Noise presenta una ricerca formale e tattile che si esprime attraverso abiti acromatici, Il bianco come colore ad alta luminosità ma senza tinta. Forme irregolari e asimmetriche, silhouette costrittive, per metà romantiche, raccontano una donna onirica, celata da tessuti che appartengono a una vecchia camicia, tendaggi del corredo, ricami fatti a mano.

Abiti caratterizzati da textiles e nuove forme tipologiche si muovono fuori dal tempo per cercare un senso comune, generare rumore con una nuova idea di bellezza nelle sfumature di bianco.

Questo il filo conduttore che pervade le cinque collezioni uomo e donna, interamente progettate e realizzate dagli studenti, in grado di muoversi tra il “sapere” e il “saper fare”.

Accademia di Belle Arti di Frosinone

Ilaria Celani

Dolore e costrizione fisica sono l’ispirazione per una collezione di abiti che vivono del concetto presentato. Le forme claustrofobiche, elaborate con tagli e materiali come la pelle, lavorano con l’immobilità del corpo diventando caratterizzanti per nuove silhouette feticiste.

 

Francesca Coculo 

In questa collezione vive il concetto di Re-Wear, nuova vita ai capi tramite l’inserimento di textile che modifica la forma del capo di partenza. Punto cardine della collezione è il nodo, ripreso dal mondo nautico e utilizzato come modulo. La classica camicia bianca da uomo viene snaturata per diventare altro.

Valentina Di Manno

La collezione nasce dalla volontà di analizzare l’epoca vittoriana e in particolare i suoi aspetti oscuri. Gli abiti e i textiles sono un ibrido d’ispirazione derivato dall’analisi dei capi d’abbigliamento simbolo dell’epoca e dalle deformità dei freak di quel periodo. Abiti scultorei che derivano da tessuti di riuso, forme organiche, che impediscono il normale movimento del corpo. Abiti non debilitanti ma coscienti di portare una nuova forma di movimento con lo scopo di proporre un nuovo approccio alla diversità.

Nìcole Decembrino

La ricerca di esaltare la silhouette femminile si avvale dello studio di forme organiche appartenenti al mondo marino. La sinuosità dei tagli e delle volumetrie chiaramente ispirate creano delle forme eleganti e altamente sartoriali. Ricami e volumi costruiti caratterizzano gli outfits.

Mahnaz Ebrahimi

Il bianco come luce, come astrazione, come visione futuribile diventa concept nella ricerca della tecnologia applicata al vestire. Tessuti tecnici, pvc, fibre ottiche e sistemi illuminanti diventano parte integrante della costruzione dell’abito. La decorazione diventa hi tech e dona luce come accessorio.

Roberta Evangelisti

L’ispirazione proviene dalle fotografie di Ludovic Florent, che immortala corpi danzanti nella polvere. La collezione ricostruisce i volumi creati da questi movimenti, attraverso l’inserimento di textile.

Vania Isabelli

Il bianco come abito da lavoro, come divisa. Le macchie del tempo, del vissuto, dell’usura diventano decoro e parte centrale del “bianco sporco”. Abiti androgini, asettici, enfatizzati dalla trasparenza del pvc vengono sezionati e fasciati come avessero bisogno di essere curati per una nuova rinascita.

Xi Jing

Volumi ampi e teatrali, sovrapposizioni di velature trasparenti creano degli outfits impalpabili, elegantemente drammatici con riferimento all’architettura moderna, fluidità di forme che accarezzano e non stringono. Tessuti sintetici e naturali per ottenere linee di contrasto.

Meng Ting

Abiti leggeri e puliti, lineari come la carta, si decorano di plissettature che ricordano le pieghe degli origami, fonte d’ispirazione per la costruzione dei capi. Cotone e seta convivono per un’eleganza naturale su abiti corti e leggeri pret-à-porter.

Anna Reali

I tre outfit sono il frutto di un’accurata ricerca di un nuovo modo di reinventare la sartoria base nell’idea del riciclo e del riuso di forme esistenti. Partendo dal riuso di un trench si ottengono nuove tipologie di abbigliamento, frutto di uno studio di decostruzione e trasformazione del modello base.

Lu Xue

La silhouette di questi capi prende forma e ispirazione dall’immaginario legato all’abbigliamento greco. Il peplo era un pezzo di stoffa che veniva fatto ruotare intorno al corpo e fermato con cinture o spille. I drappeggi naturali che nascevano da quelle forme diventano textile che caratterizza il decoro degli outfit che vivono di grandi plissettature.

In collaborazione con il P.I.F.D, Istituto di Fashion e Design di Lahore, Pakistan, l’Accademia di Belle arti di Frosinone è lieta di presentare una selezione di tre studenti del dipartimento di moda e textile della accademia asiatica.

Una ricerca sperimentale di stampe, ricami e applicazioni viene presentata con abiti dal taglio innovativo e fortemente sartoriale. Temi come la musica, il tempo che passa e forme appartenenti al mondo della natura vengono elaborate e tradotte su capi eleganti e contemporanei.

 

Studenti:

Kainat Siddique, collezione: 18 hours

Areej Iqbal Qureshi , collezione: Visualizing Music

 

Vanezza Nadeem, collection: Trilobites (the early sculpture of nature)

Logo-Accademia-02

Corso di Fashion Design – Accademia Belle Arti di Frosinone

Il fashion designer formatosi all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, è una figura composita in grado di muoversi con consapevolezza all’interno dei segni e simboli della contemporaneità, abile a maneggiare, a livello progettuale e pratico, materiali e tecnologie, con spiccata propensione verso l’innovazione. 

Il corso di Fashion Design forma progettisti per la moda con competenze nel design dell’abito e dell’accessorio. Al termine del percorso didattico, la specificità del corso di Fashion Design consente di formare fashion designer, ricercatori di nuove tendenze, stylist, fotografi di moda, esperti di settore per il prodotto moda.

Così, come tutti i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, anche quello in Fashion Design si caratterizza per la sua specificità laboratoriale, con serrato e coinvolgente rapporto tra la fase teorico-scientifica e l’attività pratica di laboratorio. L’Accademia di Belle Arti di Frosinone, in quanto istituzione pubblica all’interno dell’Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero della Università e Ricerca, rilascia diplomi accademici di primo e secondo livello a cui è riconosciuto il grado universitario.

Accanto ai cinque corsi tradizionali di Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione e Grafica d’Arte l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ha attivi anche i corsi di Media Art, Fashion Design, Graphic Design, Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico, e a partire da quest’anno il corso di Arte Sacra Contemporanea.

ALTAROMA

Accademia di Belle Arti di Frosinone

Credits:

Ennio De Vellis – Presidente

Prof. Luigi Fiorletta – Direttore

Dott.ssa Letizia Garreffa – Direttore amministrativo

Dott.ssa Emanuela Tata – Direttore di ragioneria

Per la realizzazione del progetto WHITE NOISE I must be dreaming:

Prof. Giuseppe Iaconis – Concept

Coordinamento:

Prof. Alessandra Cigala, Prof. Ciro De Lucia, Prof. Paola Iannarilli

Addetto stampa: Massimo Arcese

sito web:  www.accademiabellearti.fr.it

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